Corrispettivi telematici

Corrispettivi telematici obbligatori da luglio 2019 per i «grandi» esercenti

FONTE: EUTEKNE.INFO articolo di Corinna Cosentino

Nei prossimi mesi, gli esercenti attività di commercio al minuto di maggiori dimensioni in termini di volume d’affari saranno tenuti a dotarsi dei nuovi registratori telematici per la trasmissione dei dati dei corrispettivi.
A partire dal 1° luglio 2019, infatti, entra in vigore l’obbligo di cui all’ art. 2 comma 1 del DLgs. 127/2015 (modificato dall’ art. 17 del DL 119/2018), in base al quale i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni ex art. 22 del DPR 633/72 e che hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro devono garantire la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri all’ Agenzia delle Entrate. La norma non specifica a quale volume d’affari debba farsi riferimento. Tuttavia, si ritiene che il legislatore abbia inteso riferirsi al volume d’affari realizzato nell’anno precedente.

I soggetti che hanno superato detto limite nel periodo d’imposta 2018, dunque, dovranno dotarsi dei nuovi registratori telematici ovvero adattare i misuratori fiscali già esistenti, attivandoli entro il prossimo 1° luglio. Peraltro, sia per l’acquisto che per l’adattamento degli apparecchi è prevista l’attribuzione di un credito d’imposta, ai sensi dell’art. 2 comma 6-quinquies del DLgs. 127/2015 (si veda “ Bonus per adeguamento tecnologico dell’ invio corrispettivi solo con mezzi tracciabili ” del 1° marzo 2019).

I nuovi registratori telematici sono gli strumenti individuati dal provv. Agenzia delle Entrate n. 182017/2016 per garantire l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, così come previsto dall’ art. 2 comma 3 del DLgs. 127/2015. Essi, infatti, consentono di registrare i dati in memorie permanenti e inalterabili e di inviarli in modo sicuro all’ Agenzia delle Entrate.
Preliminarmente, l’esercente dovrà far attivare il registratore dai soggetti autorizzati, in modo che l’apparecchio venga censito e reso identificabile mediante l’attribuzione di un QRcode. Il registratore sarà considerato “in servizio” soltanto con il primo invio dei dati. Fino a tale momento, e in assenza dell’opzione di cui al previgente art. 2 comma 1 del DLgs. 127/2015, l’apparecchio potrà comunque essere utilizzato come registratore di cassa.

Sotto il profilo operativo, per adempiere il nuovo obbligo, l’esercente dovrà trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri individuati dal provv. n. 182017/2016 (allegato “Tipi dati per i corrispettivi”). L’invio avverrà mediante la predisposizione di un file XML che verrà generato tramite il registratore e sigillato elettronicamente, al momento della chiusura giornaliera. I dati saranno poi messi a disposizione del soggetto passivo titolare dell’apparecchio, ovvero di un suo delegato, mediante apposita area riservata sul sito web dell’Agenzia.

Per espressa previsione normativa, la memorizzazione e trasmissione giornaliera dei dati sostituiscono gli obblighi di certificazione fiscale (nonché l’obbligo di registrazione ex art. 24 del DPR 633/72), per cui l’esercente non sarà tenuto a emettere scontrino o ricevuta fiscale, ma potrà limitarsi a documentare le operazioni mediante il c.d. “documento commerciale” di cui al DM 7 Dicembre 2016. Su richiesta del cliente, il documento dovrà riportare anche il codice fiscale o la partita IVA dell’acquirente, così da assumere validità anche ai fini fiscali.

Resta fermo, inoltre, sempre su richiesta del cliente, l’obbligo di emissione della fattura (che peraltro, al di là delle ipotesi di esonero normativamente previste, dovrà essere emessa in formato elettronico).

Ragionevolmente, l’obbligo in parola si applicherà già dal 1° luglio 2019 per i soggetti passivi IVA che operano nel settore della grande distribuzione, in considerazione del volume d’affari realizzato nel 2018. In molti casi, peraltro, tali soggetti si sono già dotati dei registratori telematici dal 1° gennaio 2019, in quanto, non potendo più adempiere gli obblighi di certificazione dei corrispettivi secondo le modalità previste dalla L. 311/2004, hanno aderito al regime opzionale di cui al previgente art. 2 comma 1 del DLgs. 127/2015, che resta valido per l’intero periodo d’imposta 2019.

Da 1° gennaio 2020, invece, l’obbligo di memorizzazione e invio telematico dei corrispettivi interesserà la generalità dei commercianti al minuto. Tuttavia, l’art. 2 del DLgs. 127/2015 prevede che il legislatore possa individuare, con decreto ministeriale, specifiche ipotesi di esonero dall’obbligo in parola, sia in relazione alla tipologia di attività esercitata, sia in relazione al luogo in cui essa viene svolta, e, in particolare, in rapporto alle condizioni di connessione alla rete internet necessarie a garantire l’invio dei dati. Allo stato attuale, però, non risulta che tale facoltà sia stata esercitata. Peraltro, l’emanazione dei decreti attuativi dell’art. 2 del DLgs. 127/2015 appare particolarmente urgente, non essendo chiaro se le ipotesi di esonero dall’invio dei corrispettivi comprenderanno tutte quelle già contemplate dall’ art. 2 del DPR 696/96 per l’esonero dagli obblighi di certificazione fiscale.

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