fatturazione nell’ambito delle prestazioni sanitarie,

Fattura in formato analogico per medicina e chirurgia estetica

FONTE: EUTEKNE.INFO

Le prestazioni di medicina e chirurgia estetica effettuate nei confronti di persone fisiche non devono essere fatturate elettronicamente mediante il Sistema di Interscambio, indipendentemente dal fatto che i relativi oneri siano o meno detraibili.

Nella risposta a interpello n. 103 pubblicata ieri, 9 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate è tornata sul tema della fatturazione nell’ ambito delle prestazioni sanitarie, ribadendo alcuni principi oggetto di recenti chiarimenti (fra gli altri, ad esempio, la Risposta interpello Agenzia delle Entrate 19 marzo 2019 n. 78).

Nel caso di specie l’Amministrazione finanziaria precisa che il divieto previsto dall’ art. 10-bis del DL 119/2018 (secondo cui, per il periodo d’imposta 2019, i soggetti tenuti all’ invio dei dati al Sistema tessera sanitaria non possono emettere fattura elettronica mediante il SdI, “con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare” al suddetto Sistema) si rifà all’ astratto invio dei dati e prescinde dall’ eventuale opposizione al medesimo.

L’ art. 9-bis del DL 135/2018 ha ampliato il perimetro di applicazione del divieto di emissione di e-fattura, stabilendo che le disposizioni di cui al precedente art. 10-bis del DL 119/2018 debbano applicarsi anche alle fatture relative a prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche, indipendentemente dal fatto che il soggetto emittente sia o meno obbligato all’ invio dei dati al Sistema TS.

Ciò premesso, le prestazioni sanitarie rese nei confronti delle persone fisiche, ivi comprese quelle di medicina e chirurgia odontoiatrica ed estetica, da chiunque effettuate (persone fisiche o società), non devono mai essere documentate da fattura elettronica mediante il Sistema di Interscambio.
Diversamente, saranno oggetto di e-fattura le prestazioni rese nei confronti di soggetti diversi dalle persone fisiche, salvo che non ricorrano le condizioni esonero previste per il cedente o prestatore dall’ art. 1 comma 3 del DLgs. 127/2015.

Un ulteriore chiarimento contenuto nella risposta n. 103/2019 ha riguardato le cessioni a titolo oneroso di prodotti estetici. Tali operazioni seguono le regole ordinarie (emissione di fattura elettronica tramite SdI), a meno che la spesa non debba essere comunicata al Sistema tessera sanitaria, come, ad esempio, nei casi previsti dalla circolare Agenzia delle Entrate 27 aprile. 2018 n. 7.

L’Agenzia nell’ occasione ha chiarito che resta fermo il principio secondo cui gli obblighi di fatturazione elettronica previsti dall’ art. 1 comma 3 del DLgs. 127/2015 non hanno apportato modifiche alle disposizioni “che consentono forme, alternative alle fatture, di documentazione delle operazioni”; conseguentemente, i soggetti di cui all’ art. 22 del DPR 633/72 potranno ancora rilasciare ricevuta o scontrino fiscale con riferimento alle cessioni di beni in locali aperti al pubblico.

Comments are closed.